nov 06

Aria di “novità” in campo informatico, visto che Windows 7 è uscito . Ma, raffreddiamo gli entusiasmi, ricordo che si tratta di un passo indietro rispetto a Vista. In pratica hanno preso un core XP pro e lo hanno aggiornato alle nuove teconologie… e questo, se ce ne fosse stato il bisogno, dimostra che il progetto Vista è stato un vero Flop…

Ammettiamo che con il core XPpro rivisto il nuovo 7 almeno garantirà un po’ di stabilità in più, ma le rogne sono sempre le stesse: registro, configurazioni difettose, instabilità e inutili passaggi di configurazione ecc. ecc. ecc. !!!!

Intanto Mac OS X, ridendo e scherzando, è effettivamente un potente sistema Unix-based a 64bit , con la release 10.6 (Snow Leopard). Anche Linux Ubuntu “vola” dalla versione 9.04 … volete continuare a soffrire? Beh, non dite che non ci sono alternative

Commentate questo post, che dopotutto vuole essere solo spiritoso…


lvbtux-newsRiflessione a margine

Quanto detto presuppone una certa libertà di scelta, ovvero ognuno è libero di utilizzare il sistema operativo che più risponde alle proprie esigenze, è ovvio che chi controlla email e naviga ogni tanto in internet non necessita di una stazione grafica… Appunto, poter scegliere. Qui entra in gioco un annoso problema: il monopolio commerciale del software.

Premetto che questo messaggio è apolitico. Lo sfruttamento politico di certe situazioni di solito è sempre andato a scapito delle stesse.

Le varie campagne a sostegno dell’Open Source non vengono recepite, probabilmente per leggerezza o, peggio, per ignoranza, ma ora la realtà rivelata in termini di legge, cosa che chi scrive aveva intuito da almeno 8 anni ora è realtà… leggete la fonte primaria:

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/scuola_digitale/

ed il documento ufficiale:

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/scuola_digitale/protocollo_Brunetta_Gelmini.pdf

Non ci rimane che dire questo: la Microsoft tolga le mani dalla scuola!!! L’educazione digitale inizia soprattutto dalla consapevolezza delle differenti piattaforme. Non si indottrinino i giovani, questa è la cosa grave, all’uso monopolistico del software. L’offerta formativa che si può realizzare con piattaforme Open Source è analoga se non superiore a quella proprietaria.

Se organi pubblici come giornali, internet e social network non rendono chiara questa cosa, allora vada come vada. Ne conveniamo che non è l’unica battaglia da affrontare, ma qui stiamo parlando di educazione. Tanti governi, multicolore, hanno fatto del male alla scuola, ma forse perché al suo stesso interno vi è stata supinità.

E’ chiaro che in un piano di risparmi sembra allettante l’offerta di un privato che dice di non pesare sul bilancio statale, ma, ignorando le basi sulle quali è stato scelto questo privato, siamo sicuri che la cosa sia “disinteressata”? Domanda chiaramente retorica, poiché nessuno si sognerebbe di lavorare per nulla. In effetti dietro c’è una organizzazione in grado di istruire, sui suoi prodotti ovviamente. E’ un po’ come la “barzelletta” dell’ECDL… che, fino a qualche tempo fa, si sarebbe potuta chiamare Certificazione Utente MS. Non a caso è nato un progetto parallelo, Open ECDL, che per ovvi motivi gode di minore popolarità.

La buona notizia oggi, parlando sempre di ECDL, è che dal Syllabus 5.0 ora l’esame non è più legato ad una piattaforma, ma si può scegliere Windows o Linux. Queste le novità! Dal 15 Dicembre 2008 è in vigore il Syllabus 5.0, con la possibilità di sostenere gli esami ECDL su Windows / Office XP. Il Syllabus 4.0 sarà utilizzabile sino a Dicembre 2009 sia per la piattaforma Windows che Linux. A partire da Febbraio 2009 sono disponibili le domande su Vista e Office 2007 nelle due versioni del Syllabus 4.0 e 5.0. A partire da Luglio 2009 sono disponibili le domande su Linux / Open Office per il Syllabus 5.0.

Ripeto, tornando al nostro discorso, la formazione di base non dovrebbe passare attraverso questi calcoli… Sarebbe corretto che comprendesse tutti gli scenari esistenti in modo da risultare anche più completa. La cultura non può e non deve parlare una sola lingua. E qui non parlo di un paternalistico pluralismo, ma di conoscenza. Più aspetti si conoscono di una questione e più facilmente il processo di problem solving potrà attuarsi… ma lasciamo queste riflessioni alla pedagogia.

Concludendo, il Software deve essere libero soprattutto nella scuola: bisogna formare “Cittadini” non “Consumatori”. SIA CHIARO non siamo contro il sofware proprietario… qualunque azienda ha il diritto di offrire al mercato i suoi prodotti ed i suoi servizi ed ottenerne un guadagno, ma in questa transazione il “Cliente” dovrebbe essere “libero” di scegliere, per simpatia, qualità o per quel che volete, ma non costretto a scegliere una NON scelta, ossia un prodotto imposto “de facto”. Noi usiamo anche ambienti proprietari, certamente, ma per nostra scelta non per imposizione..

La scuola è un ambiente che dovrebbe educare… alle scelte. Ma se essa si fa strumento di un monopolio quale sarà il risultato?

Riflettete la prossima volta che vedrete un “pinguino”, non è un orpello decorativo…

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One Response to “Novità “Informatiche””

  1. Anonimo scrive:

    Più che volontà è abitudine. Windows viene di fatto imposto… quale è il rivenditore che segue il cliente nelle scelte in fatto di sistema operativo… ben pochi credo. Il PC è un elettrodomestico che va venduto… il resto chi se ne importa… ho sentito dire bestialità enormi da commessi “informatici”, pur di vendere, nelle grandi catene di vendita “informatica”. L’impressione è che vendere patate o computer alla fine è la stessa cosa.
    Non ho altro da dire…

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