| DATA | CAMPO | OSPITANTE | OSPITE | CAT. | ORA |
| 18-nov | edison/volta | edison/volta | bruno | A; J | 14:30; 15:30 |
| 02-dic | parco | bruno | parini | J | 14:30 |
| 16-dic | gritti | gritti | bruno | A; J | 14:30; 15:30 |
| 13-gen | parco | franchetti | bruno | A; J | 14:30; 15:30 |
| 27-gen | parco | bruno | zuccante | J | 14:30 |
| 10-feb | stefanini | stefanini | bruno | J; A | 14:30; 15:30 |
| 03-mar | pacinotti | pacinotti | bruno | A; J | 14:30; 15:30 |
| 17-mar | bruno riposa | ||||
| 31-mar | morin | morin | bruno | J | 14:30 |
Archive for ◊ dicembre, 2008 ◊
Ecco l’elenco dei risultati delle varie Olimpiadi studentesche.
Classifica Olimpiadi di Matematica biennio.
1° Marini Silvia (2G)
2° D’Angelo Laura (2B)
3° Ferrari Agnese (2G)
4° Jardam Mihail (1D)
5° Faggian Giulia (2B)
Classifica Olimpiadi di Matematica triennio
1° Trabuio Martino (4F)
2° Merlino Gianluca (3D)
3° Amato Antonio (3D)
4° Zuin Irene (3F)
5° Ruaro Alvise (5F)
Classifica Olimpiadi di Fisica (1° livello)
1° Lorenzo Scotton (5A)
2° Blascovich Alessandro (5A)
3° Benvenuti Francesco (5F)
4° Ercole Luca (5A)
5° Piatto Massimiliano (4A)
Classifica Olimpiadi d’Informatica
1° Dittadi Andrea (3D)
2° Piatto Massimiliano (4A)
3° Zecchini Michele (3D)
4° Carotti Alberto (3A)
5° Merlino Gianluca (3D)
E’ uscito il numero speciale natalizio del giornalino scolastico.
Per scaricarne una copia andare nel SITO UFFICIALE
A tutti un augurio di Buon Natale e Buon Anno da parte della redazione.
Nell’ambito del progetto d’Istituto
“Fede, ragione e scienza: incontro o scontro?”
INCONTRO -CONFERENZA
SCIENZA, RAGIONE E FEDE :INCONTRO O SCONTRO?
LUNEDÍ 22 DICEMBRE
Aula Magna, ore 14.00
relatore
GIOVANNI COMELLI
docente di fisica all’Università degli studi di Trieste
Il confronto tra religione e scienza non è stato mai facile. Spesso si è indotti a credere che scienza e fede siano tra loro nemiche.
Esse sono su fronti contrapposti o parlare di conflitto è rimanere fermi ad una visione obsoleta in materia ? Agire secondo ragione è davvero contrario alla natura di Dio?
Il progetto è rivolto a tutti gli studenti del Liceo interessati,
ai quali verrà rilasciato un attestato di partecipazione, verificata la presenza ad almeno due terzi degli incontri.
Accolti ed accompagnati dal prof. Bernardo Cesare, dopo una lezione introduttiva sull’uso del microscopio polarizzatore, è seguita la visita di due apparecchiature: il difrattometro Rx con cella ad incudine di diamante e la microsonda elettronica.
Durante la visita al Dipartimento sono state descritte, a grandi linee, alcune delle caratteristiche principali del vasto mondo della mineralogia. Applicando le conoscenze, ottenute grazie allo studio a scuola di una parte degli argomenti, e le nuove nozioni fornite, è stato possibile analizzare alcuni campioni di roccia attraverso l’uso di un microscopio polarizzatore.
Il microscopio polarizzatore
Si tratta di uno strumento molto utilizzato in questo campo, la cui funzione primaria è quella di fornire un’immagine ingrandita di un oggetto, esattamente come un normale microscopio ottico.
Ciò che li distingue è l’uso della luce polarizzata. Ciò avviene sia attraverso la presenza di un polarizzatore consistente in un filtro posto tra sorgente luminosa e tavolino portaoggetti, che converte la luce in luce polarizzata, sia con la presenza di un analizzatore, un secondo filtro posto tra l’obiettivo e l’oculare; la cui attivazione in contemporanea con il filtro polarizzatore porta alla cosiddetta “visione a polarizzatori incrociati”.
L’uso della luce polarizzata consente di mettere in evidenza le caratteristiche ottiche dei diversi minerali che, variando a seconda delle specie mineralogiche, aiutano nel loro riconoscimento.
Tra i vari fenomeni ottici che si possono osservare al microscopio polarizzatore abbiamo visto la cosiddetta “estinzione”, visibile attraverso un colorazione completamente nera, e soltanto nel caso in cui si stia effettuando un’analisi a polarizzatori incrociati.
Un altro dei fenomeni che abbiamo imparato a conoscere è il pleocroismo che si manifesta con una variazione di colore osservando il cristallo da direzioni diverse e con il solo polarizzatore presente (modalità a polarizzatori paralleli).
Infine, a polarizzatori incrociati, i minerali possono assumere dei colori molto vivaci (figura riportata) detti colori di interferenza.
Cella ad incudine di diamante o Diamond Anvil cell
Il dott. Fabrizio Nestola ha spiegato le modalità di utilizzazione di questo sofisticato strumento.
Prima di tutto: a cosa serve tale apparecchiatura? La funzione è quella di ricreare le condizioni di pressione che si trovano all’interno della terra in modo tale che si possano osservare le variazioni nella struttura cristallina dei materiali (cristalli nel nostro caso) in queste condizioni rispetto a quella in condizioni normali.
Il campione (una sottile lamina di minerale avente uno spessore nell’ordine del centinaio di micron) viene inserito tra due diamanti sottili a loro volta sorretti da due dischi di berillio. I diamanti contrapposti e con punte tagliate ad un diametro di soli 600 microns possono generare pressioni che possono arrivare fino a 120 gigapascal ( equivalenti a 1200 kbar, la pressione esistente a 3600 km di profondità, quindi possono raggiungere le stesse pressioni che sono presenti nel nucleo terrestre).
Tra i due diamanti è posta una lamina d’acciaio forata in corrispondenza delle due punte contrapposte dei diamanti e la superficie interna cilindrica del foro della lamina e delle due superfici dei diamanti creano una camera cilindrica chiamata ” camera a pressione “.
Nella camera a pressione viene inserito il cristallo in studio più un cristallo che funge da calibrante per la pressione; la camera viene quindi immersa in un liquido speciale che distribuisce la pressione in modo idrostatico sui campioni all’interno della camera.
La pressione idrostatica assicura che le determinazioni delle proprietà del materiale in studio siano dovute solo ad esso e non indotte da pressioni orientate.
Una domanda sorge spontanea: perché si lavora con punte di diamante e piccole superfici?
La spiegazione è semplice: essendo la pressione la forza applicata su una superficie (P=F/A), riducendo notevolmente la superficie, una stessa forza esercita una pressione maggiore.
Altro quesito: perché si usa proprio il diamante? Perché, come ben noto, questo materiale è estremamente duro e approssimativamente incompressibile, e inoltre ha il vantaggio di essere trasparente per una vasto intervallo di lunghezze d’onda all’interno dello spettro elettromagnetico, il che rende la DAC adatto per misurazioni spettroscopiche.
Infatti, una volta portato il campione alla pressione desiderata, si procede con l’analisi diffrattometrica: un fascio di raggi-x colpisce il campione e viene diffratto; i raggi diffratti colpiscono un detector, che, in base alle posizioni e intensità registrate dal detector stesso, identifica la struttura cristallina, riportando le posizioni dei vari atomi nel cristallo.
In tal modo si può capire quale sia la struttura di un minerale nelle condizioni di pressione raggiunte all’interno della crosta e del mantello terrestri.
Microsonda elettronica
Il funzionamento di questo sofisticato strumento è stato spiegato dal sig. Raul Carampin.
Si tratta di uno strumento mediante il quale è possibile effettuare analisi chimiche qualitative (individuazione elementi presenti) e quantitative (dosaggio degli elementi presenti) su volumi estremamente ridotti (dell’ordine di pochi micron3) di campioni solidi opportunamente preparati.
La microsonda elettronica può analizzare tutti gli elementi, a partire dal Carbonio, con una precisione che è del 1% per gli elementi maggiori e del 3-5% per quelli minori e con un limite di rivelabilità di circa 200 ppm.
La microsonda è uno strumento comunemente utilizzato nell’analisi di materiali geologici (minerali, vetri) ma le cui applicazioni spaziano in ambiti assai vasti: dalla metallurgia alla medicina ai beni culturali.
Fatta salva la preparazione del campione (vedi oltre) l’analisi si può considerare NON distruttiva, in quanto lascia inalterato il campione.
Possiamo sintetizzare dicendo che per effettuare un’analisi in microsonda elettronica è necessario:
· produrre elettroni;
· accelerarli a costituire un fascio che deve essere focalizzato sul punto del campione che si vuole analizzare inducendo, per ciascuno degli elementi presenti, la produzione di radiazioni X caratteristiche;
· analizzare la radiazione emessa dal campione disperdendola nelle sue componenti con diverse lunghezza d’onda ed energia;
· misurare l’intensità di ciascuna delle diverse radiazioni emesse. Comparando quest’ultima con l’intensità della radiazione X emessa da uno standard di composizione nota, si può risalire alla concentrazione dell’elemento nel campione.

Immagine d’insieme della Microsonda Elettronica Cameca -
Camebax Microbeam con quattro spettrometri verticali WDS
e uno EDS operante nell’Istituto di Geoscienze e Georisorse,
sezione di Padova.
Rendiamo noto che è possibile rimanere informati sulle attività del nostro Istituto attraverso il bollettino settimanale. Lo trovate alla voce Attività, del menù superiore.
Si comunica che la terza lezione per il conseguimento del patentino del ciclomotore
si svolgerà LUNEDI’ 15 DICEMBRE dalle ore 14.00 alle ore 17.00.
Salve, in questi giorni è stato consegnato a tutte le famiglie, tramite gli studenti, il questionario relativo alla valutazione delle attività di recupero svolte lo scorso anno. La sua stesura finale, contenente nonostante tutto qualche imperfezione, è stata il frutto di una “intensa” collaborazione fra le varie componenti della scuola. Uno dei primi risultati, indipendentemente dai dati che saranno rilevati, è stato il metodo di lavoro basato sulla condivisione. Ci sono state varie riunioni e occasioni di incontro, ma la possibilità di comunicare in tempi stetti tramite e-mail è stato ciò che ha permesso al confronto e alla discussione di concretizzarsi accogliendo i vari contributi.
Il nuovo sito del liceo ci consente l’utilizzo di un’area di comunicazione e informazione dedicata a noi genitori per scambiarci le idee, chiedere e ottenere chiarimenti, lanciare inziative, partecipare attivamente alla vita della scuola.
Paolo Matacchioni – Presidente CDI
PS: La casella e-mail genitori@liceobruno.it è lo strumento più pratico per comunicare con i rappresentanti dei genitori del Consiglio di Istituto.
















