Il ciclo di proiezioni dedicato agli “anni del rock” propone per ora solo film d’autore. Si sono volutamente scartati i “documentari”. Accogliamo la sfida “storiografica”di cogliere ed evocare, al di là degli avvenimenti, ciò che segna ogni epoca nel modo più profondo: « il suo modo specifico di concepire il tempo e lo spazio, il dolore e la morte, le ambizioni e i timori », gli affetti e le emozioni – in breve, la complessità del quotidiano. Marc Bloch ci ha insegnato che lo storico è come l’orco delle fiabe: là dove fiuta carne umana, là sa che c’è la sua preda. Nel nostro caso può essere curioso richiamare alla mente, attraverso il cinema, l’afrore dei concerti di massa o l’effluvio di altre essenze. Del resto gli artisti sono spesso particolarmente acuti nel rendere manifesti i tratti di un’epoca: uno grande scrittore come Balzac, ad esempio, ha fuso la sua arte a una straordinaria intelligenza sociologica, esibita allo stato puro nei tre saggi che compongono la Patologia della vita sociale, dedicati ai fasti dello snobismo e della moda, alla gestualità dei parigini e a un’indagine nei territori dell’ebbrezza.
Ma nel labirintico intreccio delle fonti per la storia del presente, in un tentativo, si spera, non troppo ambizioso di individuarle e definire il loro statuto epistemologico, i film nei quali la musica pop – rock rappresenta la sostanza stessa della sceneggiatura possono risultare testimonianze storiograficamente rilevanti per la ricostruzione dei sentimenti e delle suggestioni di un periodo determinato, l’epoca contrassegnata dall’endiadi emotiva peace and love.
ACROSS the UNIVERSE
Regia Julie Taymor Stati uniti 2007, 133′
Una trama non originale anzi piuttosto scontata è svolta tramite sequenze visionarie e 33 canzoni dei Beatles, cantate ed adattate dai personaggi del film. Un film musicale che cerca di raccontare problemi sociali e in cui canzoni di quarant’anni fa e il loro effetto emotivo invitano a riflettere e notare se certi temi siano ancora attuali e a domandarsi dove invece si misuri la distanza storica dall’attualità. Certe scene pittoresche inserite in una scenografia volutamente suggestiva rappresentano l’interpretazione (non la testimonianza documentata) con cui la regista filtra e trasmette il suo mood di fronte a un’epoca di cui la musica del quartetto di Liverpool costituisce un documento storiografico diretto, di massima autenticità, di viva potenza. Nessuno studioso di quel decennio, nel futuro prossimo o remoto, potrà illudersi di ricostruire quegli anni prescindendo dalla musica dei Beatles Lo prova il fatto stesso che, pur trattandosi di cover, le canzoni coinvolgono emotivamente lo spettatore, anzi la sceneggiatura funziona grazie all’accostamento delle canzoni come in un grande puzzle.
La proiezione è programmata per venerdì 26 marzo ore 13,45 in Aula Magna
A cura della Biblioteca del Liceo Giordano Bruno