Archive for ◊ aprile, 2009 ◊

Author: grua
• giovedì, aprile 30th, 2009

Gli anni [ '60 ] del Pop-Rock

«Chi l’avrebbe mai detto che gli Inglesi si sarebbero beccati la nostra musica. Che la nostra musica si sarebbe beccato il mondo. Che l’Africa si sarebbe acchiappato l’America. Che gli indiani avrebbero fregato i Francesi. Che Brecht si sarebbe fregato la mente di Dylan.
Chi l’avrebbe mai detto che il tempo era dalla nostra
».
Stesa la sceneggiatura di Zabriskie
point e selezionate le basi musicali, dal suo angolo di California, nel 1969 Sam Shepard avvertiva la portata globalizzante, ormai irreversibile, della popular music.
Ecco lo scarno riassunto della pellicola, nelle parole dello stesso Shepard: «In a counterculture film about two young people who meet in Death Valley, director Antonioni shows our society to be more alienating and hostile than the barren desert ».
Il timbro lisergico della musica risulta perciò essenziale per riempire la trama di una sceneggiatura volutamente scarna e senza narcisismi.
Pink Floyd, la Londra del movimento psichedelico tolto alla California, con tre pezzi originali della colonna sonora dà impulso al successivo processo di visualizzazione della musica. La fusione di blugrass, old time, blues, country, musica orientale e cajun dei Kaleidoscope garantisce, con due brani , la sonorità psycho della Los Angeles di allora.
Youngbloods – trasferita dal Greenwich Village in California la voce del folk singer Jessie Collin con una notevole incursione nel country-rock- avrebbe dato corso a carriere poco appariscenti ma prodighe di album ben fatti nel panorama della West Coast. Dove la scena rimase a lungo dominio della musica acida di Greatful Dead “capaci di suonare tutto quello che vogliono per tutto il tempo che vogliono”: il gruppo, votato principalmente ai concerti, soffriva in sala da registrazione, così Jerry Garcia, slide guitar e leader della formazione, improvvisò dal vivo la suite, a cui si accompagnano le immagini della lunga Love scene, una delle più memorabili non solo del cinema di Antonioni.
Come ignorare, infine, la Dance of Death eseguita dal più grande chitarrista acustico americano – southern-blues, country e dal notevole piglio creativo, che risponde al nome di John Fahey?

                                                            ZABRISKIE POINT

                      Regia di Michelangelo Antonioni  USA,  1970   112′  

Una rappresentazione del conflitto di due opposte visioni del mondo: letto in questo, modo al film addirittura nuoce l’essere anche una storia d’amore tra i giovani Mark e Daria.
Il film adombra il conflitto ben noto tra i freudiani istinto di vita e istinto di morte,
Eros e Thanatos, concezione ludica e concezione utilitaristica della vita.
Vista così, la vicenda di
Zabriskie Point si articola in maniera coerente.
La vita, il gioco, il piacere sono attività fine a se stesse, non hanno altro scopo all’infuori appunto della vita, del gioco, del piacere. Questo spiega perché Mark, il ragazzo contestatore, contesti anche la contestazione (che ha pur sempre uno scopo); rubi l’aereo per il solo gusto di fare delle capriole in cielo; poi faccia la corte a Daria solo perché è divertente fare la corte con l’aereo a una donna che corre in automobile; infine faccia l’amore con la ragazza perché è bello giocare col proprio corpo e col corpo altrui.
La ragazza, dal canto suo, agisce nello stesso modo: per gioco, per piacere, senza secondi fini.
Questo incontro dei due
Eros culmina nel love-in immaginario tra le sabbie di un luogo di assetata aridità, di completa mancanza di vita.
Non per nulla si chiama Valle della morte. Qui appare l’istinto freudiano che si contrappone a
Eros, serpeggiante per tutto il film: la polizia che dà l’assalto all’università; l’aeroporto in cui stanno gli aerei, strumenti di libertà e di gioco; il boss di Daria e i suoi traffici immobiliari; il villaggio di vecchi decrepiti e ragazzi minorati; i turisti borghesi che sperano che sul belvedere della Valle sorga un drive-in.
La vittoria di
Thanatos è nella logica stessa della civiltà dei consumi.
L’esplosione nucleare (riflessa nello sguardo di Daria) che distrugge la villa del boss, è la condanna di un mondo che rende impossibile l’
Eros.
L’originalità del film -secondo l’interpretazione che ne diede Alberto Moravia – consiste nella raffigurazione poetica della psicodinamica della rivolta giovanile del  periodo .
                                                                                                        

 La proiezione sarà giovedì 30 aprile, h. 13,45 in
Aula magna                                      

               A cura della Biblioteca del Liceo Giordano Bruno

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Author: giorgio
• venerdì, aprile 24th, 2009

Sabato 18 aprile 2009, 10 studenti finlandesi del North Karelia College di Outokumpu, ospiti per 10 giorni del Liceo Scientifico Statale Giordano Bruno di Mestre (14 – 23 aprile), hanno, con i loro docenti, visitato il Centro Culturale Candiani per confrontare stili di lavoro e prodotti anche in vista di una futura partecipazione a junior competition come Videoforkids.

La delegazione finlandese, composta di studenti di audiovisual design, lavora da mesi con altrettanti liceali italiani, all’interno di un partenariato Comenius biennale incentrato sull’educazione ai media, grazie ad un MOODLE (Modular Object Oriented Dynamic Learning Environment), una piattaforma dinamica che permette ai partecipanti di incontrarsi, progettare videoproduzioni, confrontandosi, giorno, dopo giorno,  sotto la supervisione dei docenti finlandesi ed italiani.
Tale e-learning, che incoraggia le buone pratiche informatiche a livello di cooperazione internazionale, è stato fortemente incoraggiato dal Dirigente Scolastico, dott. Paola Franzoso, che coordina personalmente il progetto.
Il tema prescelto dai partner finlandesi, e “sposato” dagli italiani, è quello della bellezza alternativa rispetto agli stereotipi proposti dai media (commerciali e non). L’approfondimento del tema ha comportato la partecipazione degli studenti e docenti del Bruno al ciclo di conferenze sul Bello offerto dal Centro Culturale Candiani in collaborazione con l’Università Popolare di Mestre per l’anno accademico 2008/09;  la lettura di classici antichi e  di pagine famose della letteratura italiana ed anglosassone.
La preparazione teorica ha predisposto il gruppo italo-finlandese alla progettazione e produzione di video grazie a workshop tenuti in Italia, presso il laboratorio informatico multimediale del Bruno (LIM).
Camera work ed ulteriori produzioni avverranno negli studi del college kareliano (ottobre 2009). Infine, nonostante la lingua veicolare sia rigorosamente l’inglese, il progetto MOM prevede un’infarinatura di italiano per i giovani finlandesi e di finlandese per i liceali italiani col supporto di miniguide ideate dagli studenti stessi nell’ottica della peer education.

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Author: grua
• venerdì, aprile 24th, 2009

Gli alunni finlandesi del North Karelia College di Outokumpu partecipanti al progetto Comenius in partnership con la nostra scuola ( vedi l’articolo MOM ), il giorno 21 aprile si sono recati in visita al palazzo Comunale di Ca’ Farsetti a Venezia .

Gli alunni sono stati accompagnati dai loro docenti, dal Dirigente Scolastico del liceo Giordano Bruno prof. Paola Franzoso , e dalle proff. Angioni e Carestiato, insegnanti di inglese.

La delegazione è stata ricevuta dall’Assessore alle Politiche Educative del Comune di Venezia  prof. Annamaria Miraglia e dalla vicepresidente della Municipalità di Mestre Carpenedo, prof. Maria Gruarin.

Gli studenti e i docenti hanno potuto visitare la sala del Consiglio Comunale a Ca’ Farsetti, la stanza del Sindaco del Comune di Venezia e sono stati poi fatti accomodare nella sala della Giunta dove, l’Assessore ha rivolto loro un messaggio di benvenuto, ha spiegato l’interesse dell’Amministrazione Comunale, guidata dal Sindaco prof. Massimo Cacciari, nei progetti che vedono gli studenti protagonisti di attività in comune con altri loro coetanei della Comunità Europea perchè pensa che si sarà buoni cittadini di Venezia e d’Italia solo se si sarà buoni cittadini europei.

La prof. Gruarin ha ricordato la sinergia di lavoro tra Amministrazione comunale e Amministrazione di Municipalità e ha spiegato i motivi per i quali una città di terra e acqua come Venezia ha scelto di organizzare il proprio governo con articolazioni dette Municipalità in modo da essere più vicina ai bisogni dei cittadini che hanno caratteristiche diverse a seconda del territorio in cui abitano.

La Preside prof. Franzoso ha spiegato in dettaglio all’Assessore, insieme con l’insegnante finlandese, il progetto di cui sono protagonisti in partenariato gli studenti del North Karelia College di Outokumpu e del liceo scientifico statale Giordano Bruno di Mestre.

A conclusione della visita uno studente finlandese ha consegnato all’Assessore un libro con le caratteristiche della propria città , Outokumpu in Finlandia e una guida del proprio liceo, mentre l’Assessora ha donato alle insegnanti finlandesi un libro di fotografie artistiche di Venezia ed ha consegnato ed illustrato ad ogni ragazzo un CD Rom con le immagini delle feste più caratteristiche della città di Venezia quali il Redentore, l’Ascensione e lo sposalizio del mare.

Vedi le foto dell’evento collegandoti alla Galleria fotografica del sito del Comune di Venezia.

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Author: grua
• domenica, aprile 19th, 2009

 

                       Gli anni [ '60 ] del Pop-Rock                     

La cultura giovanile è tutta nel segno dell’ambiguità. Indubbiamente il rock, anche se in modo implicito, mette in luce una disaffiliazione, il desiderio di rompere con i modelli dei genitori e anche dei fratelli maggiori. Avveniva già inconsapevolmente tra gli adolescenti a fine anni ‘50: «Eravamo confusi. Non capivamo. Fu allora che Elvis Presley sbattè fuori Eisenhower facendo vorticare i nostri poveri corpi irrigiditi. Mentre la radio trasmetteva Turn Me loose i ragazzi sul sedile posteriore si liberavano davvero. Il sedile posteriore della macchina fu il primo campo di battaglia nella guerra tra generazioni» così Jerry Rubin in “Do it!” libro basilare della contro-cultura, ironicamente  tradotto -Rizzoli, 1970- con “Fallo!”.
La partita si giocava sul corpo dei giovani e sulla carica liberatoria della musica.
Fu vera liberazione?
Gli studi di Alessandro Portelli dicono di un primo livello di ambiguità.
I giovani erano una
opposizione potenziale ma anche un mercato reale: per esser mercato, dovevano credersi opposizione, ma la trasgressione immaginaria restava pur sempre, in nuce, trasgressione reale.
È
plausibile imputare al rock il ruolo originario di cooptazione e di contenimento, funzionale alla comunità degli adulti. Ma se così è andata, tutto si è però sviluppato attraverso concessioni alla sessualità dei ragazzi. Sessualità esibita con parsimonia, per quanto, spesso, simulata con sfrontatezza.

Fingendo e  praticando una enigmatica doppiezza di genere, l’effimera moda del glam rock fin dai tardi anni ‘60 ha ricapitolato, in un colpo solo, ogni tipo di ambiguità.

                                             

                                                        VELVET GOLDMINE

                                 Regia  di Todd Haynes, USA Gran Bretagna 1998, 123′

Tutto inizia da un’inchiesta giornalistica: Artur Stuart, che ha il volto di Christian Bale, ha l’incarico di indagare su una rock star degli anni ‘70 scomparsa ormai da una decina d’anni, Brian Slade.
Artur è stato fan di Slade e di quello che raffigurava: glam rock
, eccesso, libertà di mostrare la propria ambiguità sessuale, di ribellarsi ai dictat benpensanti.
L’inchiesta rievoca la swinging
London degli ultimi anni ‘60 e diventa quindi un ritorno alla giovinezza di Artur, al periodo così sintetizzato: «Pensavamo di cambiare il mondo ed invece abbiamo cambiato soltanto noi stessi»: resta, comunque, un  cambiamento non trascurabile.                                 
Il
film è concepito con continui flashback: si contrappongono gli anni ‘80, in cui i protagonisti sono adulti e disillusi, agli anni ‘70, folgoranti e carichi di aspettative.
La vicenda di una star che odora di dollari e notti passate a inventarsi decadenti buffonerie, esibizionismi pacchiani, freddi e ambigui; di un background culturale incerto ma rifinito (Oscar Wilde, Walter Pater, Marlene Dietrich e Velvet Underground & Nico).
Gli abiti, i travestimenti, l’indefinita sessualità, accentuano l’immagine glamour
di Brian Slade, il protagonista modellato sul primo David Bowie che, in Change,nel ‘71 canta “Never leave the stream/Of worm impermanence” ; lo stesso che un anno dopo, in Jean Genie, mescola Jean Genet con Iggy Pop, il leader degli Stooges di Detroit noti dal ‘68  per il loro rock grintoso e inquieto e per l’animalismo primigenio del vocalist.
Su Iggy Pop è ricalcata la figura del coprotagonista, Curt Wild.           
La sfrontata relazione omosessuale tra i due musicisti implica anche la sotterranea ambiguità della musica dei primi anni ‘70, la fluidità dei parametri allora prevalenti. Peace and love
appassivano e lasciavano il campo all’ eruzione di un’energia cinica e magniloquente mentre il punk stava per rampollare dalle viscere della working class.                                                           
Ma nei primi anni ‘70 tutto è sospeso, tutto è poco chiaro e, a distanza di anni, è così anche agli occhi del regista: «Nei miei film non parto da quello che già so sull’argomento
- ha detto Todd Hayes- ma all’inizio  ho bisogno di qualcosa che non ho capito».

      La proiezione sarà giovedì 23 aprile, h. 13,45 in Aula magna.

                  A cura della Biblioteca del Liceo Giordano Bruno

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Author: grua
• domenica, aprile 19th, 2009

Premio ‘Scritture attraverso le scienze’ 2009

L’associazione La torre di Mestre  (la torre e le lagune),  è sorta   con l’intento  di aggregare e coordinare le attività di  scrittori e artisti presenti nel nostro territorio che, in forma associata o meno, vogliono riscoprirsi cittadini di una comune municipalità, esprimendo nell’ambito della  letteratura  la  trasformazione della mentalità e dell’economia del Veneto.  Accoglie tutti coloro che intendono sostenere le finalità che essa  si prescrive. 

L’Associazione ha istituito   il Premio ‘Scritture attraverso le Scienze’, nell’anno in corso dedicato a Vittorio Ruglioni, ospitato presso il Centro Culturale Candiani, con il fine di stimolare anche in ambito letterario la produzione di opere narrative a carattere scientifico   tali  da coinvolgere i cittadini e sviluppare la discussione sulle nuove etiche dell’età del 2000. Nell’anno in corso sono stati premiati adulti e giovani scrittori che hanno affrontato nei loro racconti le tematiche relative alle clonazioni e  alle neurologie.

“Ci auguriamo- dice la Presidente dell’Associazione La torre di Mestre(la torre e le lagune) Fernanda Daniela Fusella, insegnante di lettere al liceo G. Bruno, che ha coordinato i lavori e li commenta  – che tanti possano essere gli iscritti per continuare a realizzare le iniziative proposte dai nostri associati” .

 Tra gli allievi del Liceo Scientifico Giordano Bruno sono stati premiati, per la  sezione giovani scrittori

 

Sara bellin 5I legge alla Torre di Mestre

Sara Bellin 5I legge alla Torre di Mestre

Sara Bellin : ( 1° premio ).  La conoscenza si fonda sulla verità, sulla consapevolezza del proprio ruolo nel mondo di fronte alle grandi sfide dell’umanità. La questione è affrontata dalla protagonista del racconto  La mia scelta, che si pone domande pressanti davanti agli scenari aperti dalla clonazione, domande che spingono noi tutti a prendere posizione. Il finale non indica quale sarà la scelta della donna, per le infinite possibilità delle situazioni, ma fa intendere che è ponderata, qualunque essa sia.

Martina Stevanato: (2° premio)  Lo scarto tra le nostre azioni e il fine che ci ripromettiamo genera la malattia. L’argomento è trattato da Martina Stevanato che, in Lettera a un amico, discorre sulle cause della patologia neurologica. In forma epistolare l’autrice ci ricorda le ragioni della psiche e ci mostra il corpo come ‘ la pagina su cui siamo liberi o meno di leggere il nostro cammino’.

Mauro Benvenuti ( 3° premio ) Un nonno desideroso di rispondere a tutte le domande postegli dal piccolo nipote è il personaggio interno al racconto  di Mauro Gita allo zoo: in un futuro molto vicino a noi sono esposti, con precisione di dati, gli aspetti della clonazione funzionali alla ricerca scientifica e ai bisogni pratici dell’umanità. Il finale ci pone di fronte ai dubbi del nonno, alla sua responsabilità nei confronti delle giovani generazioni.

Elena Brunetta ( segnalato) La ricerca scientifica può non procedere in modo lineare e continuo. E’ quanto ci dice Elena  che nel testo L’ultima chance ci presenta le ansie della dottoressa Meyer, consapevole del fatto che la ricerca implica tempo, grandi fatiche e notevoli finanziamenti. Gli scienziati anziani accolgono con scetticismo i successi dei giovani medici; ma solo investendo nelle aspirazioni dei giovani scienziati abbiamo possibilità di salvezza.

Jayanthy Fabris ( segnalato) La voce del silenzio: Mettiamo da parte i falsi pregiudizi, le catene ideologiche che deformano la capacità di comunicare con gli altri. E’ il messaggio che Jayanthy ci trasmette facendo discorrere in una sala d’aspetto di ostetrico una lesbica felice della sua prossima paternità con una infermiera sconcertata che il padre del nascituro sia di sesso femminile. La mentalità scientifica dell’autrice si evince nell’attenzione a citare in modo appropriato documenti e testi di riferimento.

Guido Busato ( segnalato) Carla , la Figlia di Prometeo. La ricerca può fallire proprio nel momento in cui siamo più vicini alla scoperta.  Guido nel suo racconto ci dice  che il vero Prometeo è colui che considera l’insuccesso solo una tappa nel cammino dell’ uomo verso la conoscenza, è chi riesce ad acquisire dagli errori gli elementi che lo portano ‘verso la strada giusta’. Con le parole con cui si conclude il racconto l’autore invita gli scienziati e noi tutti a proseguire in maniera ponderata ma tenace, con il dovuto equilibrio tra magnanimità e umiltà per superare i sorprendenti confini della conoscenza.

Sono stati inoltre premiati, per la sezione  adulti, due insegnanti del nostro liceo:

Gaetano Mancuso ( 2° premio) Il  testo Il farmaco ha  un’esposizione interessante per il taglio ironico con cui, in climax discendente, si discorre sulla responsabilità dei governi, delle case farmaceutiche che hanno demolito la ricerca scientifica in Italia e di ciascun individuo relativamente alle applicazioni delle conoscenze scientifiche.

Francesco Minosso ( segnalato)   La legge di Coulomb: ottimo il taglio della narrazione e il periodare stringato. Il dato scientifico è inserito nel contesto in modo vivace e brioso.

Davide Toffanello legge alla Torre di Mestre

Davide Toffanello legge alla Torre di Mestre

  

 

 

 


 

 

 

 

 


 

  

  

 

Marta Passaler legge alla Torre di Mestre

Marta Passaler legge alla Torre di Mestre

 

Isotta Esposito legge alla torre di Mestre

Isotta Esposito legge alla torre di Mestre

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

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Author: grua
• martedì, aprile 14th, 2009

Il Ministero dell’Istruzione ha emanato la nuova Ordinanza O.M. 40 del 8 aprile 2009 concernente istruzioni e modalità organizzative per lo svolgimento degli Esami di Stato conclusivi del corso di studi della scuola secondaria superiore.

Le novità riguardano  la diversa suddivisione dei punteggi tra prove d’esame e crediti scolastici: 25 punti al massimo sono il credito attribuito dai Consigli di Classe seguendo la tabella dei crediti in vigore dal 2007 ( D.M. 42 del 22 maggio 2007 ) e 75 punti complessivi al massimo attribuiti dalla Commissione in sede di Esame.

Le prove d’Esame valgono rispettivamente : 45 punti al massimo in totale per le prove scritte ( 15 per ogni prova con un punteggio di minimo 10 assegnato alla sufficienza ); 30 punti per il colloquio con un punteggio di minimo 20 da assegnare alla sufficienza.

Per il corrente anno scolastico si intendono valutati positivamente per essere ammessi all’Esame di Stato gli alunni che nell’ultimo anno di corso conseguano in sede di scrutinio finale almeno la media del ” sei “ ed abbiano conseguito una valutazione di condotta non inferiore a sei.

Gli esiti positivi dei punteggi finali d’Esame , nonchè l’eventuale lode, saranno pubblicati all’Albo della scuola.

Per leggere il testo integrale dell’O.M. clicca qui.

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Author: grua
• martedì, aprile 14th, 2009

TABELLA A
( D.M. 42 del 22 maggio 2007)
(sostituisce la tabella prevista dall’articolo 11, comma 2 del D.P.R. 23 luglio 1998, n. 323)

CREDITO SCOLASTICO
Candidati interni

 

Media dei voti

Credito scolastico (Punti)

 

I anno

II anno

III anno

M = 6

3-4

3-4

4-5

6 < M ≤ 7

4-5

4-5

5-6

7 < M ≤ 8

5-6

5-6

6-7

8 < M ≤ 10

6-8

6-8

7-9

NOTA – M rappresenta la media dei voti conseguiti in sede di scrutinio finale di ciascun anno scolastico. Il credito scolastico, da attribuire nell’ambito delle bande di oscillazione indicate dalla precedente tabella, va espresso in numero intero e deve tenere in considerazione, oltre la media M dei voti, anche l’assiduità della frequenza scolastica, l’interesse e l’impegno nella partecipazione al dialogo educativo e alle attività complementari ed integrative ed eventuali crediti formativi. All’alunno che è stato promosso alla penultima classe o all’ultima classe del corso di studi con un debito formativo, va attribuito il punteggio minimo previsto nella relativa banda di oscillazione della tabella. In caso di accertato superamento del debito formativo riscontrato, il consiglio di classe può integrare in sede di scrutinio finale dell’anno scolastico successivo il punteggio minimo assegnato, nei limiti previsti dalla banda di oscillazione cui appartiene tale punteggio. Nei confronti degli alunni che abbiano saldato nell’ultimo anno di corso i debiti formativi contratti nel terzultimo anno non si procede alla eventuale integrazione del credito scolastico relativo al terzultimo anno.
Gli alunni che non abbiano saldato i debiti formativi contratti nel terzultimo e nel penultimo anno di corso non sono ammessi a sostenere l’esame di Stato.
Per la terza classe degli istituti professionali M è rappresentato dal voto conseguito agli esami di qualifica, espresso in decimi (ad esempio al voto di esami di qualifica di 65/centesimi corrisponde M = 6,5).


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Author: grua
• venerdì, aprile 10th, 2009

 

C’è  stata una generazione che, per la prima volta dall’origine della specie, ha avuto tetto, cibo, sicurezza e si è permessa l’assalto alla qualità della propria vita.
Una generazione che, nota lo storico inglese Tom Nairn, ha tentato di istituire nuove moralità e perseguire -ironia della storia- modelli opposti  a quelli concepiti in millenni di oppressione, guerre, spoliazione del globo.
E non è detto che tutto ciò si possa interpretare in termini politici, di volontà di potere. Di questa generazione, Bob Dylan è stato l’interprete più profondo: come musicista, si collegava, rinnovandola , alla tradizione del folk americano (da Pete Seeger a Woody Guthrie suo vero maestro); ma la sua diversità si spiega solo con lo sfondo
.
Il 1962 segna nei campus
americani  l’inizio dell’inquietudine che sfocerà nella protesta dei movimenti; assistere ai concerti dei cantanti folk era come  aderire a un rituale i cui interpreti più popolari apparivano diretti, naturali e passionalmente candidi.
Certe ballate presto si trasformarono in referenti simbolici della guerra in Vietman e dell’uccisione di Kennedy.
Poi nell’agosto del 1969, il rituale, la festa, si trasformarono in una suprema celebrazione, esuberante, dura e insieme gioiosa, a Woodstock.
Era iniziato il mito della droga, religione alternativa … Dylan lo osservò con sottile distacco: all’abbandono psichedelico aveva dedicato un’ipnotica litania, Sad Eyed Lady of the Lowlands
, lunga un’intera facciata del 33 giri Blonde on Blonde.

 

                                         IO NON SONO QUI           I’m not there

                            Regia di Todd Haynes, USA, Germania 2007, 135′   

Se, come nella canzone di Dylan Subterranean Homesick Blues («Don’t follow leaders») t’accorgi che quanto vedi e senti  non è ciò che sta accadendo, allora provi a immaginare ciò che accade aggirando le cose, circondandole, provocandole, eccitandole, psicoanalizzandole.
Si spiega così il segreto del film di Todd Haynes. Ma Dylan è sempre stato fuori gioco, fuori luogo, fuori tempo e la sua è una biografia multipla e inafferrabile: cantante impegnato, di protesta, folk, nihilista, disimpegnato, provinciale, metropolitano, macho e femminista, rock, beat, cristiano, country-western, sempre nel momento apparentemente sbagliato.
I’m not there
,  non ci sono. «Io è qualcun altro» come Arthur Rimbaud, modello di ogni strategia di delocalizzazione della personalità (che Dylan riprende) per trarre godimento multiplo.
Dylan è raccontato con  una collezione di personaggi, tanti suoi se stesso. “L’idea
dice Hayes è di entrare nella vita di uno dei miti della cultura e controcultura americana affrontando il discorso politico vissuto negli anni 60 … Dylan è un universo complesso ed è anche la sua perdita: si va dal simbolismo francese alle discussioni in America sulla nuova sinistra, fino al Vecchio testamento.
Però non volevo fare un film didascalico e mi preoccupavo che ogni immagine conservasse la effervescenza degli anni ‘60 e di un personaggio che, come lui, vi era dentro, vivendone passioni e conflitti. Dylan precorre i tempi. Anche nella sua conversione, quella ricerca di Gesù che a un certo punto divenne così diffusa per rispondere al panico.
È un fil musicale? Per la musica, avevo in mente la ridefinizione del western in chiave hippie, nella contaminazione della controcultura.
In effetti, si tratta di una ballata infinita, pezzi di America sofferente e ribelle, gli wobblies sui treni e i neri in rivolta nel ghetto, le utopie del ‘68, il rifugio nella religione; gli amori, i tradimenti, l’infelicità, il farsi male. Infine,
Bob Dylan firma questa sua originale biografia con un virtuosistico assolo di armonica bocca, al termine della pellicola.

La proiezione sarà venerdì 17 aprile, h. 13,45 in Aula magna.

                  A cura della Biblioteca del Liceo Giordano Bruno

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Author: grua
• venerdì, aprile 10th, 2009

Il nostro Giornalino d’Istituto, in particolare il numero speciale sulle donne uscito a marzo, ha vinto il premio per il settore ” Ricerche” assegnato in occasione della mostra che si è svolta nel marzo 2009 al Centro Culturale Candiani dal titolo Donne Manifeste, organizzata dall’UDI (Unione Donne Italiane ) dal Comune di Venezia e dalla Municipalità di Mestre Carpenedo.

Il premio assegnato alla nostra scuola, sarà utilizzato per la Biblioteca d’Istituto.

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